• 19.11.2012 | 18.38 – Scendere in piazza per protestare democraticamente è un diritto di tutti, ma farlo per provocare disordini e guerriglie urbane no. E a qualche giorno dalla giornata dedicata allo sciopero generale, svoltasi lo scorso mercoledì 14 novembre nelle città di tutta Europa, in Italia, si stanno contando i danni provocati dai “soliti violenti” che preferiscono la lotta alla democrazia (nella foto di YouReporter un blindato della Polizia). 

    Disordini, tafferugli, scontri, provocazioni, ancora una volta chi è sceso in piazza spinto dalla rabbia e dall’odio, qualunque ne sia la causa, ha avuto la meglio sulle migliaia di persone che si sono ritrovate a manifestare per difendere i propri diritti e la propria dignità.

    I cittadini europei si sono riversati nelle strade di tutta Europa per dimostrare in maniera eclatante quanto la mancanza di occupazione sia un disagio sentito a livello continentale. Infatti i dati sulla disoccupazione giovanile europea parlano chiaro: 0,36 in Italia, 0,32 nella vicina Francia, 0,24 in Danimarca, 0,25 in Svezia, 0,26 in Finlandia e Norvegia e nemmeno la Germania non si trova in una situazione migliore, infatti, lì la disoccupazione giovanile raggiunge il 0,28.

    Ma nemmeno queste cifre allarmanti possono giustificare gli scontri e l’aggressività a cui le forze dell’ordine hanno dovuto tener testa per garantire alla maggioranza dei manifestanti pacifici l’incolumità e la sicurezza, nonché il loro diritto a protestare. Dopo le manifestazioni svoltesi anche nelle maggiori città italiane, nonché a Trieste, fanno sentire la loro voce i sindacati delle forze dell’ordine per denunciare la loro situazione precaria e la mancanza di risorse e finanziamenti da parte del Governo.

    Il Sap, Sindacato autonomo di polizia, chiede una ferma risposta dello Stato e della società civile a livello nazionale con strumenti normativi più incisivi per contrastare ed isolare chi intende creare uno stato di tensione permanente e trascinare il Paese in una spirale senza fine di violenza. Provvedimenti come il “fermo preventivo” ed il “daspo” potrebbero dare delle risposte concrete per contrastare i “soliti noti violenti” delle manifestazioni.

    L’Ugl, Unione generale del lavoro, invece sottolinea come le forze dell’ordine siano vittime due volte, sia a causa della violenza di chi approfitta di cortei e manifestazioni per creare disordini, sia da parte dello Stato che non riconosce il ruolo e l’importanza degli agenti di polizia, diminuendo sempre di più le risorse a loro disposizione.

    «Esprimiamo rammarico, rabbia e delusione per come questo governo di “tecnici” stia continuando ad eseguire tagli lineari senza ogni logica». Questo è quello che si legge nel comunicato stampa dell’Ugl dopo lo sciopero europeo dello scorso 14 novembre. Inoltre: «Maliziosamente pensiamo che al Governo forse faccia comodo che il cittadino se la prenda con le Forze dell’ordine, usate come cuscinetto tra coloro che tagliano i fondi per la sicurezza, posti di lavoro e coloro che di sicurezze ormai non ne hanno più».

    Maurizio Iannarelli, segretario generale regionale del Friuli Venezia Giulia del sindacato di polizia Coisp, esprime la sua solidarietà a tutti i colleghi rimasti feriti lo scorso mercoledì durante le manifestazioni per lo sciopero europeo.

    Iannarelli dà anche il proprio appoggio ai giovani, ma bandisce gli scontri e le aggressioni: «E’ corretto che i giovani manifestino la propria insoddisfazione, devono essere propositivi e fare sistema, ma non dovrebbero ledere certi principi e certi diritti. Tutta la loro enorme e apprezzabile creatività e progettualità viene inficiata da comportamenti che li squalificano, loro come tanti altri attori di questa nostra Italietta».

    Tutti i sindacati di Polizia sono concorsi sulla condanna della violenza da parte di chi scende in piazza per provocare guerriglie tra le vie delle città sfruttando cortei e manifestazioni organizzati da chi, invece, vuole protestare contro governi che sembrano indifferenti alle sorti dei cittadini. La denuncia degli operatori di polizia è indirizzata verso alcune persone che con la loro inciviltà mettono a rischio l’orine pubblico, ma anche addosso all’irresponsabilità dell’attuale governo che sembra non preoccuparsi delle condizioni in cui sono costrette a operare le forze dell’ordine.

    Nicole Mišon