Un’edizione all’insegna del green quella del Salone del Mobile appena conclusasi a Milano, che ha avuto come leit motiv il minimalismo. Proseguendo la tendenza iniziata l’anno scorso, il legno e i materiali poveri sono stati i veri protagonisti, complice il contingente periodo di crisi economica e il desiderio di innovare ricercando soluzioni d’arredo più piccole nelle dimensioni e più razionali. Nel corso del tempo lo spazio abitativo si è infatti sempre più trasformato seguendo il trend di spazi ridotti che necessitano di soluzioni in grado di garantire il massimo della funzionalità occupando il minimo dello spazio. Risparmio quindi in termini di superfici, ma anche in termini economici ed energetici: il settore del design si sta sempre più orientando verso oggetti e idee sostenibili.

Ed ecco che le cucine per prime diventano “responsabili”. Fornelli, tavolo da pranzo e zona living si concentrano in un’unica stanza dando origine ad un nuovo ambiente abitativo che diventa il cuore pulsante della casa. Scavolini firma la Social Kitchen by Diesel che presenta soluzioni dinamiche e versatili, Ernestomeda presenta Icon, la cucina progettata da Giuseppe Bavuso e modulabile in base alle diverse esigenze. I materiali utilizzati sono naturali, atossici e trattati all’acqua: Varenne punta su Artex, la cucina che unisce legno, vetro e acciaio brunito, KnIndustrie sceglie invece oggetti ricavati lavorando gli scarti del mare mentre da Whirpool nasce “6°senso Live”, la tecnologia che mette in connessione elettrodomestici e tablet per segnalare alimenti in scadenza e sprechi energetici. Esempio particolarmente interessante quello di Dario Vecchi, che ha presentato Eco Kitchen, la cucina realizzata secondo la filosofia del “ri-pensare, ri-usare, ri-qualificare un prodotto” ovvero una cucina costruita assemblando vecchi complementi industriali e pezzi vintage.

Tantissime le novità a basso impatto ambientale come ad esempio la Sedia Hal, disegnata dall’inglese Jasper Morrison per Vitra in cui la plastica è stata sostituita dal legno, o i tavoli firmati da Matteo Thun per Riva e la sedia Eco-L di Domitalia realizzata in frassino naturale e propilene da Folco Orlandini, Alberto Werner Arter, Andrea Radice e Fabrizio Citton.

E ancora legno nelle soluzioni di Studio Eggs che ha ideato, per Masiero, Flashwood, la lampada in rovere con luci alle estremità, o dei progettisti di Unopiù e del loro tavolo Croisette dalla base in teak con gioco di incroci e piano in vetro, o di Luca Nichetto e della sua collezione Wolfgang di Fornasarig di mobili in rovere. Dopo tanti anni in secondo piano il legno torna dunque protagonista grazie alla sua versatilità e facilità di lavorazione, al suo essere sostenibile ma soprattutto alla sua caratteristica di rendere subito caldo e accogliente qualsiasi ambiente.

All’impiego del legno si affiancano poi le innovazioni e le sperimentazioni su materiali di ultima generazione ideati dal centro di ricerca internazionale Material Connexion: Cornleaf, il filato compostabile biopolimerico ottenuto da coltivazioni; Ditto, il sistema modulare in resina costituita dal 40% di materiale post-industriale riciclato; Green Rubber, la gomma riciclata de vulcanizzata mediante la reticolazione dei legami di zolfo; PaperStone, il pannello di carta o cartone riciclato.

Un Salone del Mobile all’insegna della sperimentazione non soltanto dal punto di vista dei materiali ma anche per quanto riguarda la commistione di stili in cui il Made in Italy si fonde con la creatività orientale. È il caso ad esempio di Yii Design, un gruppo formato da 12 designer taiwanesi e tre internazionali, che ha realizzato una collezione di oggetti in bambù.

Tra gli emergenti spiccano i nomi di D3CO, azienda di divani nata in Branza, che punta su materiali totalmente naturali, e di Discipline, che presenta la prima collezione di vasi, sedie e lampade in materiali autorigeneranti come legno, bambù, vetro e sughero.

Altra tendenza che strizza l’occhio al design sostenibile è sicuramente il fabbing ovvero la “fabbricazione digitale” dei prodotti grazie alla quale è possibile creare oggetti tridimensionali a partire da disegni in digitale e azzerare quindi i materiali di scarto in fase di produzione; questa tecnica innovativa si avvale di diverse modalità di fabbricazione tra cui la stampa in 3D, il taglio laser e la fresatura. Il progetto è stato realizzato da sette designer italiani assieme ad altrettante realtà artigianali lombarde riunite sotto la sigla AA+ e prende il nome di Analogico Digitale.

Ma l’innovazione non passa soltanto attraverso la ricerca di nuovi materiali o di nuove tecniche di lavorazione,passa anche e soprattutto attraverso la ricerca di nuovi talenti. I giovani sono stati infatti il vero motore del Salone; a loro è dedicato il Salone Satellite, una sezione che ha lo scopo di promuovere i talenti emergenti e i designer in erba che è giunta alla sua 15° edizione, e che ha premiato quest’anno, tra i 750 progettisti presenti, il lavoro dello spagnolo Raùl Laurí. La sua lampada da tavolo Decafè, un prototipo realizzato utilizzando i fondi di caffè e interamente biodegradabile, è diventata infatti il simbolo della Design Week 2012.

Ilaria Burgassi

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