Dorotheum dà appuntamento a Vienna anche agli amanti di design, Jugendstil, gioielli e orologi da collezione. La carrellata inizia il 27 novembre con l’asta dedicata al design che ha tra le proposte di maggior spicco la sinuosa «Z.Chair» di Zaha Hadid e i cristalli appuntiti del lampadario d’arte concettuale di Daniel Libeskind. La collaborazione di due grandi protagonisti della storia italiana del design del XX secolo, Giò Ponti e Piero Fornasetti, ha invece portato alla realizzazione di un singolare armadio in vetro curvato dipinto all’interno in argento e foglia d’oro (95.000-130.000 euro la stina).
Molti i pezzi del design italiano: unico nella sua estrema decorazione il mobile bar di Osvaldo Borsani (20.000-25.000 euro); raro il wall carpet di Giuseppe Santomaso (15.000-20.000 euro). Il design europeo è poi rappresentato da un ricercato tavolo quadrato di Le Corbusier. Il design di inizio Novecento vede invece una sedia completamente in cuoio di Loos, 1900 con movimentazione dello schienale e una rara sedia di Otto Wagner (45.000-55.000 euro), cui si aggiungono esempi del design scandinavo e del Droog-Design. Dorotheum propone poi mobili d’artista, come la sedia in plastica «Respect Cheap furniture» di Marti Guixé (1.000-1.500 euro), un tavolo con sedia di Sandro Chia e una «sedia sedente» di Timm Ulrich (2.200 – 2.600 euro). Gli austriaci Breaded Escalope hanno invece progettato la «Olymp High Chair» (4.500 – 5.500 euro). Originale il servizio in porcellana Pompadour di Cindy Sherman (4.500- 5.500 europ). Lo Jugendstil sarà invece protagonista dell’asta del 26 novembre, con la lampada da tavolo in alpaca argentata di Kolo Moser (100.000-150.000 euro) e due bellissimi oggetti di Josef Hoffmann: una cassetta del 1905, realizzata per la Wiener Werkstätte e una spilla progettata nel 1922 con tre diamanti a taglio vecchio (50.000-80.000 euro). Il 28 novembre saranno invece in vetrina gli argenti, a partire da una coppia di importanti secchielli per rinfrescare le bottiglie di vino Giorgio III, del 1818 (28.000-38.000 euro) e da un vaso Fabergé del 1896 (30.000 – 40.000). Il 29 e il 30 novembre sarà, infine, il turno di gioielli e orologi. L’attenzione è puntata su un diadema con diamanti di 20,8 carati e smeraldi di 140 carati (40.000-60.000 euro); disponibili anche gli orecchini pendenti en suite (16.000 a 22.000 euro). Poi monili firmati dalle case internazionali più famose quali Cartier, Chaumet, Louis Vuitton e Chopard. Dorotheum proporrà infine anche il più complicato orologio meccanico al mondo: la valutazione per il Blancpain «1735» Grande Complication in platino, in edizione limitata (tra 380.000 e 450.000 euro).Lu Par