I tre giovani designer svedesi, Petrus Palmér, John Löfgren e Jonas Pettersson sono i freschi volti di Form Us With Love, team di progetto in cui, come dice il nome, design e passione si intrecciano. Dopo la presenza al Salone di Milano nelle scuderie di aziende del calibro di DePadova e Cappellini, rappresentano già più di una promessa nel campo del design. Come ci racconta, a nome del trio, Petrus Palmér.

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Contaminazioni dal Nord

Contaminazioni dal Nord

Come nasce il vostro gruppo di lavoro?

FUWL (acronimo del nostro nome) nasce nel 2005 dal mio incontro con John Löfgren e Jonas Pettersson. Studiavamo Product Design alla Kalmar University.

In quale area progettuale operate?

Scegliamo aziende che sviluppano oggetti di uso quotidiano, arredi e luci. Tra i nostri clienti ci sono marchi come Ateljé Lyktan, Bolon, Cappellini, DePadova, Muuto e One Nordic Furniture Company.

Quale è la vostra filosofia?

Nostro scopo principale non è, in realtà, il prodotto, ma il processo dell’ideazione, della creazione e della comunicazione. Attraverso un’incessante ricerca, FUWL ha mostrato che ci sono ancora grandi opportunità sotto il nostro naso. La nostra ambizione è di essere parte di un processo di creazione ad alto livello e crediamo che una concezione olistica del design sia il modo per arrivarci.

Qual è l’origine del vostro nome?

Ci ha ispirato una cartolina su cui la frase “from us with love” era scritta erroneamente “form us with love”. Era un concetto poetico che corrispondeva alla nostra idea che il design deve essere curioso, umile e aperto a nuove ispirazioni. È come se dicessimo ai nostri partners: “Formaci con quello che conosci e noi lo restituiremo in termini di idee, forme e visioni.”

Quali punti hanno in comune la tradizione nordica e quella italiana?

Gli Italiani amano la bellezza, come anche gli Scandinavi, ma laddove gli Italiani optano per la bellezza a scapito della funzione, gli Scandinavi fanno l’opposto.

Di quali oggetti oggi abbiamo ancora bisogno?

Non c’è reale necessità di una nuova sedia. Piuttosto è in gioco lo stie di vita, il saper scegliere i prodotti di cui vogliamo circondarci. È un drastico cambio di paradigma, che assegna molte responsabilità ai designer.

Ci sono in cantiere altre collaborazioni con aziende italiane?

Sì, diversi progetti, che vedrete al prossimo Salone.

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