25 settembre 2012

CAMPOBASSO – Tutto nasce nell’estate 2007. Da una sua idea, discussa e studiata insieme ad altri ragazzi che “condividono passioni e interessi con me”. Manuele Martelli racconta così la nascita dell’idea di questo evento che va avanti ormai da sei anni. Il Concorso regionale letterario, partorito ‘’da un illuminato momento di creatività” ha trovato il sostegno delle massime Istituzioni regionali che, non lo nega, ‘’hanno dato impulso, forza e credibilità” al progetto. “Volevamo aggregare, creare qualcosa di innovativo e stimolante per i giovani bravi e meritevoli. E ci stiamo riuscendo seppur ostacolati, all’inizio, da qualche ‘intellettuale’ con la puzza sotto al naso” dichiara riferendosi alle passate critiche a cui replica, senza nascondere una certa soddisfazione, “il tempo è galantuomo”. E dopo l’excursus sul ieri, davanti ad una tazza di caffè partono le domande sul presente. Manuele, non riesci proprio a nascondere la soddisfazione? “Ad oggi, aggreghiamo centinaia di studenti, dirigenti scolastici, coinvolgiamo istituzioni, l’università, docenti, ‘regaliamo’ ai ragazzi più bravi l’emozione e l’unicità di un viaggio culturale… come fai a non essere soddisfatto?”. Ecco, perché il viaggio come premio? “Il viaggio è conoscenza e divertimento. Ti lascia un’impronta. Prima di partire ti fa sognare, durante ti emoziona, al ritorno sei triste ma ti sei arricchito. E te ne accorgi con il tempo. Viaggiare è il miglior investimento. Potrò sbagliarmi, certo. Nessuno, però, fino ad oggi mi ha dimostrato il contrario”. In un periodo in cui si parla di tagli viene da replicare: ma il viaggio ha un costo. “Verissimo. Tutto ha un costo. Anche le sagre e le festicciole varie che, a volte, trovano la partecipazione economica pubblica. Non lo condivido, ma ogni iniziativa avrà la sua dignità. Spendere 10, 15, 20 mila euro sarebbe da folli! Investire qualche migliaia di euro per il concorso letterario, per di più con l’ausilio di sponsor privati, non lo trovo immorale. Anzi”. Hai detto di aver trovato ostacoli, all’inizio. Chi vi ha ostacolato? “I famosi ‘intellettuali’ con la puzza sotto al naso. In giro se ne trovano. Stereotipi e battute a parte, di difficoltà ne abbiamo riscontrate proprio tra nostri coetanei. Tra noi giovani, credimi, c’è una rivalità spaventosa che ci divide e ci ostacola. Se fossimo più uniti e ci sostenessimo a vicenda…”.  Appunto, chi vi ha sostenuto dall’inizio? “Michele Iorio, senza se e senza ma. La Regione Molise ha dato lustro e credibilità all’iniziativa, dal 2007. E Adriana Izzi, la mia preside. Donna straordinaria”. A proposito di preside. Hai ideato un concorso letterario. Andavi bene a scuola? “Mi sono diplomato con 100/100; all’Università ho una media del 29. Mi piace scrivere, tanto. Ma non aspiro a fare il giornalista – dichiara sorridendo e sorseggiando il caffè – Sono sempre stato molto geloso del mio profitto, ma non mi sono mai ammazzato di studio. Piuttosto, mi sono sballato con le lingue, il latino. Adoro il diritto”. Sei un secchione allora? “Mi ritengo un creativo, altro che secchione”. Quando ci sono questi eventi, un po’ come altrove, c’è sempre chi pensa che non verrà premiato il merito. “Retropensiero legittimo. Ma i risultati raggiunti dai vincitori di ieri non credo possano lasciare dubbi sul merito. Abbiamo premiato una ragazza che oggi collabora con quotidiani nazionali e studia per diventare magistrato. Abbiamo premiato un ragazzo che ha vinto il Concorso internazionale di poesia di Paestum e pochi mesi fa ha terminato uno stage presso un importante istituto bancario, in Europa. Abbiamo premiato ragazzi che si sono affermati in altri concorsi letterari e, oggi, ti chiamano per dirti “lo sai che domani inizio a lavorare a Bruxelles o vado a fare tirocinio in Giordania?” Vuol dire, allora, che avevamo proprio visto bene».