Produrre in Italia sognando California. Il mito della West Coast americana resiste alla crisi e al progressivo spostamento della geografia economica e finanziaria globale verso i Paesi emergenti, in particolare quelli asiatici. Merito del successo dei colossi dell’Information and Communication Technology, da Google a Facebook, a Yahoo, che traina anche la ripresa delle costruzioni e la domanda di alloggi di buona qualità.

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Design italiano in California

Design italiano in California

A scommettere sull’Eldorado statunitense è l’industria italiana del design e dell’arredo che, consapevole della necessità di accelerare sulle esportazioni per compensare il calo della domanda sul mercato domestico, vede negli Stati Uniti una doppia opportunità. La prima è data dal mercato statunitense stesso, che «dimostra segnali di una ripresa ormai consolidata», spiega Francesco Ghilardotti, responsabile promozione estero di FederlegnoArredo.

Il mercato immobiliare è in fermento: «I dati elaborati da Reed Construction – precisa Ghilardotti – dimostrano che negli ultimi due anni la costruzione di nuove abitazioni è ripartita con decisione. Le stime per i prossimi dieci anni parlano di 1,15 milioni di nuove residenze unifamiliari nella ipotesi più pessimistica o di 1,45 milioni in quella più ottimistica. E di 250-350mila nuovi appartamenti all’interno di condomini». Questo si traduce in maggiori acquisti di arredo, come confermano i dati di FederlegnoArredo che, tra gennaio e agosto di quest’anno, registrano un aumento delle esportazioni verso gli Usa del 12,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, per un totale di 490 milioni di euro, riportandosi così ai valori del 2007. «La crescita è però a macchia di leopardo – precisa Ghilardotti –. Tra le mete più interessanti per le imprese del legno-arredo ci sono California, Chicago e New York, dove la nostra federazione ha organizzato tre missioni per favorire l’incontro tra aziende italiane e studi di architettura».

In particolare, un vero e proprio boom immobiliare riguarda San Francisco dove, assieme a Los Angeles, si sono tenuti in novembre dei meeting tra 12 importanti brand italiani del design (tra cui BB Italia, Kartell, Poliform, Flou, Snaidero) e alcuni tra i più prestigiosi studi di architettura californiani, tra cui Hok, Gensler, Hks, IA Interior Architects, PerkinsWill, Bamo.

Da questi incontri deriva la seconda opportunità offerta dagli Usa alle aziende italiane, come spiega il presidente di FederlegnoArredo Roberto Snaidero: «Gli studi coinvolti nell’iniziativa hanno dimensioni molto grandi e un raggio di azione internazionale, con sedi in tutto il mondo e in particolare nei Paesi in rapida espansione, dall’Asia al Medio Oriente. Possono quindi rappresentare un’importante testa di ponte per le imprese che vogliono penetrare in questi mercati». Gli studi americani, inoltre, trattano soprattutto progetti di rilevante valore economico (ville o appartamenti di pregio) o progetti contract, il che si può tradurre per i produttori in contratti per forniture importanti. «Il contract è sempre più rilevante – conferma Roberto Gramaccioni, direttore commerciale export di Scavolini – ha tempi lunghi, ma volumi notevoli e spesso è la chiave per far conoscere e qualificare il marchio nei nuovi mercati e favorire così anche il retail, che rimane il segmento più importante per noi». L’azienda marchigiana guarda con interesse agli Usa, dove ha aperto una filiale quattro anni fa e, due anni fa, «un importante showroom di 900 mq su tre piani a Manhattan – prosegue Gramaccioni –. Crediamo in questo mercato, che prima della crisi era il primo per noi e ora sta tornando a crescere».

Convinta dell’importanza strategica degli Stati Uniti è anche Meritalia, azienda comasca che realizza all’estero l’85% del proprio fatturato. «Durante questa missione in California abbiamo avviato contatti interessanti – dice Francesca Meroni, responsabile per l’area – soprattutto per forniture di contract, da realizzare su misura del cliente. Per il 2013 vogliamo concentrarci proprio sugli Stati Uniti, sia perché è un mercato in ripresa, sia perché il gusto degli acquirenti americani incontra lo stile dei nostri prodotti, in particolare quelli realizzati da designer come Gaetano Pesce, che non a caso ha il suo studio a New York».

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