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Settembre 2012. Storica sentenza del Tribunale di Milano sul diritto d’autore applicato al design industriale: la sedia di plastica più famosa al mondo non potrà essere riprodotta perché tutelata come opera d’arte. Le riedizioni firmate Vitra sono le uniche lecite, ogni altra produzione è da considerarsi illegale. Gli avvocati Trevisan Cuonzo difensori dell’editore svizzero, ottengono un importante riconoscimento legale e pongono un precedente storico nelle diatribe su copyright e dintorni.

Secondo i giudici alla Panton Chair (in foto) disegnata da Verner Panton “risulta attribuita in maniera unanime una capacità rappresentativa delle tendenze anche artistiche del movimento costitutivo dell’industrial design del dopoguerra”. Per l’avvocato Gabriel Cuonzo: «Questa sentenza rappresenta un importante avvicinamento tra il mondo del diritto e quello sempre più “liquido” e complesso dell’arte contemporanea. Nell’ultimo secolo, a partire dai “ready made” di Duchamp, si sono dissolti i confini tradizionali tra arte e industria ed è essenziale che le imprese dispongano di norme e criteri giuridici per capire quando un determinato elemento d’arredo possa godere della protezione del diritto d’autore date le ricadute economiche che ciò comporta».

Vitra e lo studio legale milanese avevano lo scorso agosto vinto la causa contro le copie realizzate in Cina da Cargo/Hi-Tech, la motivazione della sentenza nel precedente caso era stata di “Concorrenza sleale”. Il riconoscimento di un oggetto d’arredo come opera d’arte è di oggi. E farà storia.

Mara Bottini