I DIBATTITI

Il futuro della cultura all’epoca dei tagli

Il primo giorno del Salone in corso a Venezia, esperti a confronto: Avere meno risorse pu essere la chiave per permettere di sopravvivere a ci che vale davvero

Via i padiglioni regionali, dentro il design under 40. Il Salone europeo della cultura rivoluziona tutto: luoghi, scelte e proposte. L’inaugurazione venerd mattina, della versione 2.0 rivisitata e rimessa a nuovo, non ha fatto che ribadirlo. Finita l’epoca degli show localistici e dell’infilata di vetrine regionali, nel Salone europeo della cultura da quest’anno al centro del palco saliranno infatti (oltre ai giovanissimi designer) i dibattiti tra le istituzioni coinvolte nella programmazione per Venezia e Nordest capitale della cultura 2019. Economia e cultura, insomma, ma anche in questo caso in una nuova ottica. I tagli ai finanziamenti alla cultura sono davvero un pericolo per la cultura stessa? Non possono invece essere visti come la chiave per permettere a ci che vale davvero di sopravvivere a scapito di ci che non si regge in piedi in modo autonomo? se lo sono chiesti venerd mattina Paolo Baratta, presidente di Biennale, Cristiana Collu, direttore del Mart, Cesare de Michelis, presidente di Marsilio editori, Alberto Mingardi, direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni, durante il primo incontro pubblico, ad un’ora dal via, durante il quale stato presentato L’infarto della cultura edito da Marsilio e scritto, tra gli altri da Dieter Hasselbach, professore di sociologia all’universit di Marburgo.

Fuori, San Basilio e la laguna. Da una parte Venezia dall’altra la terraferma, nel punto d’incontro estremo, che vuole essere solo un inizio. Lasciate le istituzioni a discutere di realt concettuali si passa al concreto. Ad appena un centinaio di metri dallo spazio espositivo ci sono i tre piani di Open design Italia, sicuramente la punta di diamante del Salone: una mostra mercato che promuove la pratica degli autoproduttori, con un’ottantina di designer esposti in una vetrina al pubblico che rilancia la filiera nel design a km zero. Piccoli oggetti quotidiani progettati esposti e venduti a prezzi accessibili. Che stanno l a raccontare, la possibilit di mescolare arte e profitto, arte e utilit. I visitatori che passeranno fino a domenica troveranno dunque un salone pi concettuale ma anche pi piccolo, quanto a spazi, con appena tre padiglioni, di cui uno tutto dedicato ai Venice talks (quindi usato solo per le conferenze e i dibattiti) ma sicuramente pi organizzato. Facile da trovare, all’inizio delle Zattere, e, con qualcosa di interessante da vedere. Per vedere la diretta streaming degli incontri segui qui.

Alice D’Este
23 novembre 2012 RIPRODUZIONE RISERVATA