«Meticcia, nomade, personale: la casa di oggi è un nido domestico da vivere e arredare in piena libertà». Ad affermarlo Giulio Cappellini, un “Indiana Jones” del design sempre alla ricerca di nuovi talenti e di nuove tendenze, che continua: «Non ci sono più regole, non si può parlare di trend precisi, si è liberi di mixare oggetti di epoche diverse, di materiali vari, mobili in legno pregiato con quelli riciclati, la madia della nonna e le sedie in plastica, il pezzo unico di antiquariato e quello acquistato in un mercatino in giro per il mondo». Lui, che vive a pane e design, presenterà il risultato delle sue esplorazioni tra le aziende di mobili più innovative ad Abitare il Tempo 100% Project, la tre giorni dedicata alla casa (fino al 23 ottobre a Verona Fiere), di cui è anche art director. E lo fa nella mostra Next in design, che intende indagare le più recenti tendenze del design legato all’uso di diversi materiali. Una rassegna suddivisa in cinque sezioni, dedicate rispettivamente a: legno, tessuto, pelle, plastica, materiali naturali e riciclati, metallo. «Ho scelto prodotti rappresentativi del design che verrà, e che già c’è, orientandomi tra quelli che contengono elementi di innovazione dal punto di vista produttivo, dei processi di lavorazione, dei materiali utilizzati o del funzionamento», sottolinea Cappellini.

Esemplare di una lavorazione complessa, per esempio, la poltrona Juliet di Poltrona Frau: disegnata dal giovane designer inglese Benjamin Hubert, che qui reinventa il classico capitonné in una contemporanea versione molto morbida, è caratterizzata da un’originale cucitura a pinces, frutto della maestria degli artigiani. Solo per le cuciture di una singola poltrona sono necessarie, infatti, ben 16 ore di lavoro (per tutta la poltrona: 13 metri quadrati di pelle, 500 metri di filo, 100 metri di cuciture, 12 kilogrammi di faggio massello, 24 ore di lavoro). Memory di Moroso invece è una poltrona “accartocciata” realizzata in un materiale innovativo inventato dal designer giapponese Tokujin Yoshioka, che racconta: «ho ideato un tessuto speciale con alluminio riciclato e ho studiato come creare una sedia trasformista che cambia e memorizza la propria forma. Questa sedia richiama la bellezza che si trova in natura, con le sue espressioni sempre mutevoli, dando l’impressione che il progetto non esista neppure ».

Ma, più in generale, quali sono le nuove tendenze dell’arredamento? «Si possono rintracciare due filoni interessanti – dichiara Cappellini – da un lato produzioni che riprendono i materiali naturali o di riciclo, un tempo considerati brutti, e li trasformano in oggetti esteticamente gradevoli grazie a trattamenti nuovi (basti pensare al filo da pesca utilizzato in Africa e attualizzato nelle collezioni di Moroso); dall’altro materiali tecnologicamente avanzati come la plastica, oppure progetti che utilizzano tecnologie innovative come i led». Tra le scelte di Cappellini, rappresentative di questa commistione tra generi, materiali, forme e destinazioni d’uso, ma soprattutto ad alto tasso di innovazione, spiccano: Behive di Foscarini, la lampada in cui la luce stessa diventa scultura e decorazione; ma anche Otto Watt di Luceplan,che illumina esplorando le potenzialità della nuova sorgente, il led, fonte che verrà sempre più utilizzata in futuro. Oppure gli sgabelli di Riva 1920 che riusano gli antichi pali della laguna veneziana. Si tratta di oggetti diversi tra loro, che possono coesistere in casa, per personalizzare gli ambienti, anche nelle abitazioni più piccole. L’importante è giocare con i generi e gli stili, senza seguire nessuno schema rigido, ma lasciandosi trasportare dal proprio gusto e dal legame affettivo con gli oggetti. «Vince la libertà di abitare secondo il proprio pensiero – conclude Cappellini – di costruirsi il proprio caos ragionato, di raccontarsi con i propri feticci ed essere nomadi nel proprio habitat».

 

Nella foto in alto, Memory di Moroso

Nella foto strillo, gli sgabelli di Riva 1920 che riusano i pali della laguna veneziana