Sono stati assegnati i premi della prima edizione del Giovannetti Design Contest 2012, iniziativa promossa e realizzata da Giovannetti, in collaborazione con la Associazione Culturale Touch, che ha avuto il merito di dare ampio spazio alla creatività dei giovani designers italiani.

La giuria era composta da nomi illustri, quali Massimo Ruffilli, Presidente Corso di Laurea in Disegno Industriale dell’Univerità di Firenze, Benito Luigi Giovannetti, titolare dell’azienda, Francesco Sani, Presidente Associazione culturale Touch, Ilaria Pontello, dell’ Agenzia Pubbliche Relazioni Complemento Oggetto e Federica Capoduri, giornalista e collaboratrice di ADI.

Colui che ha saputo catturare l’attenzione e i favori dei votanti è stato Filippo Mambretti, architetto, 31enne, cervello in fuga tuttora operativo a Lugano, dove insegna dopo essersi laureato in Architettura al Politecnico di Milano.
La sua creazione, la poltrona Vivace, è piaciuta a tutti, tanto da essere stata inserita nel prossimo catalogo Giovannetti.

Il vincitore ha spiegato così il successo della sua “creatura”: “L’idea è stata quella di creare un arredo superleggero, che prevedesse l’impiego di materiali innovativi. Una seduta gradevole e moderna insieme, che conquista la sua leggerezza grazie alla assenza di una struttura interna”.

Secondo classificato è stato Ugo Pagliaro, architetto e pittore, autore di una serie di contenitori modulari componibili con i quali ha saputo catturare l’interesse e l’apprezzamento della giuria, per la vasta e divertente possibilità di personalizzazioni grafiche, ottenibili con pochi, essenziali moduli.

Il terzo premio è andato a Rosario Carotenuto e Alessandra Galletti, ma soprattutto al loro Sirbis, un mobile componibile innovativo e assai versatile, capace di svilupparsi tridimensionalmente partendo dalla parete, ma anche “entrando” e scivolando all’interno della stanza.

La premiazione, avvenuta lo scorso 12 dicembre, è stata presieduta da Benito Luigi Giovannetti, che ha voluto esortare tutti i giovani designers presenti ad “inventare nuove definizioni di Design, regalando una nuova cultura al progetto; e all’Università l’invito ad unire sempre più teoria e pratica, la dottrina ed il saper fare, stimolando ed incentivando il rapporto tra Università ed Impresa”.(LuxRevolution.com)

A cura di Thinklux