Una giuria composta dal Prof. Arch. Massimo Ruffilli, Presidente Corso di Laurea in Disegno Industriale dell’Univerità di Firenze, dal Cavalier Benito Luigi Giovannetti, titolare dell’azienda, dall’Arch. Francesco Sani, Presidente Associazione culturale Touch, Ilaria Pontello, dell’ Agenzia Pubbliche Relazioni Complemento Oggetto e Federica Capoduri, giornalista e collaboratrice di ADI.

A conquistare i favori dei votanti è stato il progetto di Filippo Mambretti, architetto, 31enne, uno di quei “cervelli in fuga”, che, per l’appunto, dopo essersi laureato al Politecnico di Milano, oggi insegna a Lugano. Mambretti ha vinto con la sua poltrona VIVACE, con la quale a breve entrerà nel catalogo Giovannetti, “L’idea – spiega – è stata quella di creare un arredo superleggero, che prevedesse l’impiego di materiali innovativi. Una seduta gradevole e moderna insieme, che conquista la sua leggerezza grazie alla assenza di una struttura interna”.

Il secondo premio è stato conquistato dal progetto di Ugo Pagliaro, architetto e pittore, che coi suoi contenitori modulari componibili, ha catturato l’interesse e l’apprezzamento della giuria, per la vasta e accattivante possibilità di personalizzazioni grafiche, ottenibili con pochi, essenziali moduli.

Il terzo premio è andato invece a “Sirbis” il mobile componibile degli architetti Rosario Carotenuto e Alessandra Galletti, il progetto innovativo di un mobile interattivo e versatile, capace di svilupparsi tridimensionalmente partendo dalla parete, ma anche “entrando” e scivolando all’interno della stanza.

Insomma molti “ragazzi” di cui sentiremo ancora parlare, e non solo i premiati, ma meritevoli di encomio sono stati anche i progetti di Andrea Cerceo, di Rosario Lobosco e Laura Gallorin, di Eleonora Lenzini, di Stefania Salvarese, di Rudy Faissal, e molti altri ancora, che Giovannetti e Touch hanno voluto omaggiare raccogliendo i 20 più interessanti in una pubblicazione, disponibile gratuitamente, fino ad esaurimento.

Alla giornata della premiazione, che si è tenuta nella sede di Giovannetti il 12 Dicembre scorso, e a cui hanno partecipato docenti ed il Preside dell’Università di Firenze, l’invito accalorato del Cavalier Benito: “ ai giovani studenti e designers di inventare nuove definizioni di Design, regalando una nuova cultura al progetto; e all’Università l’invito ad unire sempre più teoria e pratica, la dottrina ed il saper fare, stimolando ed incentivando il rapporto tra Università ed Impresa.”

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