Per una donna che si occupa di comunicazione come me, è impossibile non iniziare un articolo come questo con una frase che non faccia l’occhiolino a una nota pubblicità:
“Quattro giorni di lavoro non pagati presso una nota agenzia della capitale? 800 euro + IVA senza mai averli. Vedere Francesco Miscioscia su “Presa Diretta” questa sera su Rai Tre indagato dalla Corte dei Conti per la sospetta aggiudicazione di una gara d’appalto del valore di 184.300 euro, NON HA PREZZO!”
(http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-7e5aadef-1666-4fb0-8e73-c66341aeddff.html)
La storia è molto breve, era il 2009 quando mi presento ad un colloquio presso la Miscioscia Advertising, a Roma.
Francesco, il titolare, si dimostra subito molto interessato al mio profilo professionale e poco dopo mi propone di fare una prova “naturalmente retribuita”, presso la sua agenzia.
“Perché da noi vanno avanti solo i cavalli vincenti e abbiamo bisogno di vedere se e quanto sai correre!”.
E’ presto detto, in pochi giorni  bisognava presentare ad Unacoma, cliente di lunga data dell’agenzia, alcuni concept  per la campagna di affissione dell’evento “Eima Internationa Duemiladieci”.
Lavoro  sodo, ma stranamente, proprio l’ultimo giorno, Francesco fa una sbraitata, il mio lavoro non era all’altezza della sua agenzia (evidentemente non ero stata in grado di abbassarmi alla volgarità creativa de “L’uomo coi i puntini sulle i”) e cerca di rompere cosi’ bruscamente la collaborazione.

Dei soldi pattuiti nemmeno l’ombra, né allora né mai.
Di una cosa sono convinta, nella vita tutto torna e presto o tardi quello che fai (o non fai!)  arriva in dietro.
E quando piace avere le mani in pasta è facile rimanere impantanati.
Citando direttamente da un articolo de “L’Espresso” (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/nostra-renata-degli-sprechi/2178027“… la Regione Lazio ha speso un fiume di denaro in convegni, cartelloni, dépliant, partecipazioni a fiere, progetti pubblicitari di ogni tipo e forma. Investimenti che troppe volte somigliano a sprechi, mentre in qualche caso il denaro è finito direttamente nelle tasche di amici e simpatizzanti. Come quelle di Francesco Miscioscia, candidato nella lista Polverini e pubblicitario di professione. Su Facebook, all’indomani delle elezioni regionali, scriveva così: “Grazie a tutti di cuore. Ha vinto Renata Polverini, perché dopo l’ultimo periodo di “oscurantismo”, l’intelligenza degli elettori ha comunque prevalso… Ho vissuto intensamente questi mesi di candidatura nella lista civica Polverini, un’esperienza che mi ha arricchito (tranne economicamente) come uomo “sociale” e “culturale””. Miscioscia non è stato eletto in consiglio regionale, ma il trionfo di Renata gli ha comunque portato fortuna. Lo scorso dicembre la sua agenzia di marketing ha infatti vinto una gara per realizzare una campagna promozionale sugli sconti sui biglietti di tram e metropolitane garantiti dalla Regione ai giovani under 30. Valore dell’appalto: 184.300 euro. Un bel colpo per la Miscioscia srl, che in tutto il 2010 ha fatturato 424 mila euro.”
Se e come questa gara sia stata effettivamente aggiudicata lo deciderà la Corte dei Conti, anche se lo stesso articolo de “L’Espresso”, che vi invito a leggere, pone molti interessanti quesiti al riguardo, ma la cosa più divertente è che al termine dell’intervista andata in onda su Rai Tre questa sera, Francesco Miscioscia abbia asserito, dopo un imbarazzante balbettio certo non degno di un uomo della sua levatura, di non aver ricevuto un soldo di quanti dovuti dalla giunta.
Da buona lavoratrice autonoma, in maternità, che paga regolarmente le tasse come la maggioranza degli italiani onesti che compongono questo paese, augurandomi di vedere presto questo o qualunque altro pappone che lo meriti in galera, ho avuto almeno una soddisfazione che pochi altri hanno potuto avere: scrivere un sms al pappone di turno ed elegantemente dirgli “Sei stato sputtanato!”.
SMS: “Ciao Francesco, dopo tanto tempo ti vedo su Rai Tre… i miei complimenti! Meno male che ogni tanto anche tu non vedi un soldo e non solo i tuoi collaboratori. Buon anno, Sylvie Renault”
E se non fosse violazione della privacy, mi divertirei a regalarvi il suo numero di cellulare chiedendovi di scrivergli per fargli sapere cosa ne pensate di quelli che, come lui, vivono alle spalle degli altri.
Perché se ti sei aggiudicato la gara approfittando della tua posizione politica non posso saperlo, ma che hai sfruttato il mio lavoro approfittando della mia onestà, non ho bisogno di prove, anche se volendo potrei anche dartele.