Tema del concorso rimane il futuro, ovviamente riferito alla tipologia degli elettrodomestici: in che direzione si sta muovendo l’industria?
In che modo cucineremo, laveremo gli abiti o le stoviglie? Allo stesso tempo il concorso rappresenta per Electrolux un’opportunità per intercettare i giovani talenti, capaci di intuire i futuri trend globali.
Il tema di quest’anno sottolineava l’importanza dell’esperienza sensoriale  del progetto, sottostimata secondo Henrik Otto (senior Vice President of Global Design Electrolux) rispetto alla dominante visiva: “Could we smell who is calling? Or feel what’s on TV?”.
10 i designer scelti tra i 1200 partecipanti dalla giuria composta da Thomas Johansson – Design Director di Electrolux – Davide Oldani, Dante Donegani e Kelly Beall.

Aeroball di Jan Ankiersztajn della Facoltà di Architettura e Design di Artystyczny di Poznaniu (Polonia), si aggiudica il primo premio, perché capace di modificare la percezione del purificatore d’aria.
Le piccole bolle fluttuanti depurano l’aria, profumandola quando necessario. Alla qualità filtrante aggiungono quella illuminante, perché assorbono la luce durante il giorno e la irraggiano di notte.

 

 

Secondo premio per semplificazione della funzione a Impress di
Ben de la Roche della Massey University,  New Zeland: la parete – immaginata ineccepibile per capacità refrigerante – mantiene gli alimenti all’aperto, a portata di mano. In nome dell’ottimizzazione energetica funziona in base agli alimenti contenuti; in ottemperanza alla sostenibilità da sempre praticata da Electrolux, utilizza la tecnologia termoacustica e gas innocui come elio e argon.

 

 

 

Terzo premio – ma primo per Facebook con oltre 1000 like – a Tastee del danese Christopher Holm-Hansen è un indicatore di sapori che aiuta a mixare in modo corretto gli ingredienti durante la preparazione delle pietanze, “supportando il lavoro del nostro palato”.

 

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