Dal 12 al 21 dicembre presso la Libera Università di Bolzano alcuni laureati della Facoltà di Design e Arti espongono, insieme ad altri artisti, le loro risposte in proposito. La mostra è curata dal prof. Kuno Prey.I gioielli esposti sono fatti di materiali di uso comune come alluminio, carta di giornale o plastica, ma anche dei materiali più classici come oro e argento.

La lavorazione è stata in alcuni casi manuale, in altri ha coinvolto la tecnologia del rapid prototyping. L’elemento comune a tutti è che al primo sguardo nessuno dei pezzi sembra un gioiello.

I designer che partecipano alla mostra provengono da diversi Paesi e da diversi tipi di formazione. Alcuni di loro hanno un rapporto particolare con l’Alto Adige, ci sono nati o hanno studiato alla Facoltà di Design e Arti.

Tutti nove hanno un particolare rapporto con l’oggetto “gioiello”, lo hanno concretizzato in modo del tutto personale e lo hanno fatto con successo: molti di questi pezzi sono stati presentati in rinomate esposizioni internazionali e premiati, ad esempio, con il De Beers Diamonds Intern Award.L’interpretazione di ciascun designer non poteva essere più diversa.

Tra la costosa lavorazione dei metalli preziosi e la rivalutazione di ciò che sembra materiale di scarto, c’è spazio per la creatività. Eva Moser, laureata della facoltà di Design e Arti, descrive così il suo modo di lavorare: “Ciò che sembra senza valore, e certo non un ornamento, lo trasformo in modo che alla fini effettivamente orni.

Si tratta di scoprire e sperimentare daccapo il materiale”.Il vernissage avrà luogo mercoledì 12 dicembre alle ore 19 nella sala rossa della mensa. Prenderanno la parola Doris Maninger (Alchimia Firenze), il giornalista Heinrich Schwazer ed il prof. Kuno Prey.

La mostra allestita nel foyer della sede dell’Università (piazza Università 1), rimarrà aperta fino al 21 dicembre dal lunedì a sabato dalle 9 alle 20.

Espongono: Gian Luca Bartellone, Tim Ilmer, Eva Maria Moser, Nicole Nitz Sandro Schieck, Federica Pallaver, Nur Terün,Harry Thaler e Gabi Veit