Per dirla con Leo Longanesi cʼè una sola grande moda, «la giovinezza», e giovani sono Mary Palomba e Maurizio Palumbo, 34 anni lei, 27 lui, ex free lance pubblicitari, esperti di fashion brand communication e ideatori di Nextstyler, un sito che fa incontrare online stilisti emergenti e fashion addicted. Lʼidea è quella di dare a tutti gli stilisti in erba la possibilità di mettere in mostra la propria creatività e di vedere realizzati i propri abiti. I giovani designers infatti caricano sul sito i modelli delle loro creazioni e le sottopongono al giudizio degli utenti, che votandoli ne decretano o meno il successo. I capi più apprezzati verranno poi prodotti da Nextstyler e venduti sullʼonline shop del sito.

La formula è quella del contest: Nexstyler lancia proposte per collezioni a tema, definendo linee guida e tinte di riferimento per abiti e accessori, dopo di che tutto è lasciato allʼinventiva dei partecipanti. Per il momento il sito è in versione beta, ma ancora per poco. A giorni infatti sarà attivato lʼonline shop insieme a una versione del sito nuova, con opzioni che lo renderanno ancora più “social”. Ci sarà ad esempio la possibilità di “seguire” gli stilisti preferiti ricevendo aggiornamenti sulle loro attività e sarà lanciata la sezione trendsetter con anteprime esclusive per gli utenti più fedeli.

Al momento sono state disegnate due collezioni: una dedicata agli anni Venti, Swinging ladies, in vendita fra poco, e una alle atmosfere mediorientali, The essence of spices, attualmente in produzione. Le linee sono collettive, ovvero realizzate con il contributo di più disegnatori, ma allʼinterno ogni abito è firmato dallo stilista. La realizzazione dei capi è totalmente a carico di Nextstyler, mentre il 10% di royalties sulle vendite va ai disegnatori.

Alcuni modelli che hanno partecipato ai contest

«Lʼidea è quella di una moda democratica – spiega Mary Palomba, ideatrice del progetto – da una parte perché dà a tutti gli stilisti emergenti la possibilità di mettersi in vetrina, dallʼaltra perché permette agli appassionati di moda di scegliere gli abiti che verranno prodotti». Democratica, ma non a discapito della qualità: i vestiti sono infatti prodotti seguendo gli standard del Made in Italy, coniugati però a prezzi accessibili. Per soddisfare i desideri di tutti i fashion addicted sempre alla ricerca di capi esclusivi la produzione è a tiratura limitata, garantendo così lʼunicità del brand.

Lʼavventura dei due giovani startupper è iniziata ufficialmente a settembre del 2011 quando la piattaforma è andata online. Per la fase di lancio i due creativi sono stati sostenuti da Enlabs, un incubatore e acceleratore di impresa che ha selezionato il progetto. «Il contatto con lʼincubatore – racconta Mary – è stato fondamentale: ci ha permesso di dare il via al progetto e di seguire corsi di marketing per lʼorganizzazione aziendale e la gestione dei rapporti con gli investitori, senza contare che così abbiamo potuto partecipare a eventi organizzati con business angels e investitori di venture capital, con i quali siamo attualmente in contatto per ottenere nuovi finanziamenti e portare avanti la nostra idea».

Altri due figurini

Il percorso di sviluppo imprenditoriale è stato rapido. In soli sette mesi è stato realizzato il sito e sono stati scelti i partner per la produzione e la distribuzione degli abiti, mentre per il lancio i due fondatori, pur venendo dal mondo della pubblicità, si sono affidati per lo più al passaparola e ai social network, decisamente più economici per due giovani ancora in cerca di finanziamenti. «Lo scenario dei tradizionali media di comunicazione è completamente cambiato. I social network e il viral marketing sono tra i mezzi più efficaci per il raggiungimento del target, soprattutto nel caso di un brand di moda che nasce sul web e che si acquista esclusivamente online» spiega Mary Palomba. I risultati sembrano essere buoni: ad oggi il sito conta circa 2000 iscritti e di questi 200 sono designer, un dato interessante se si pensa che nulla è stato ancora investito in pubblicità.

Non è la prima volta che nel mondo della moda si aprono degli spiragli per i più giovani: i concorsi per emergenti sono moltissimi, mentre sul digitale impazzano reality dedicati al fashion design. Lʼanno scorso invece Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno aperto un piano del loro negozio Spiga2 alla vendita di creazioni di stilisti promettenti, ma ancora sconosciuti. La rivoluzione di Nextstyler però sta non solo nel permettere a tutti i designers di presentare i propri figurini, immaginando le passerelle dellʼalta moda, ma anche nel trasformare in realtà il sogno di molti fashion addicted che possono finalmente scegliere attraverso il voto i capi che loro stessi indosseranno.