Il cahiers de doléances si allunga, mi chiedo se pure la creatività italiana sia vittima della crisi economica. Dopo la sushimania, che ha stravolto il mercato del pesce e l’offerta nei ristoranti; il brunch, che ha fatto cambiare le abitudini a molti italiani; il business lunch, ovverosia pranzi a mezza porzione a tre quarti del prezzo normale; l’hamburgermania, ovverosia carne macinata imboscata in un panino: ora dilaga il cake design.

Il successo dell’arte di decorare, disegnare torte, muffins, cap cookies, inventato dalle pittoresche trasmissioni televisive americane (a cominciare dal boss delle torte di Real Time, Buddy Valastro), sta conquistando il mercato italiano, soprattutto donne, alcune delle quali lo ne hanno fatto un lavoro. Sono sorti così laboratori, corsi e diversi libri, tra cui La torta che vorrei di Letizia Grella, una delle prime cake designer italiane, e quello (davvero bello) di un bravo pasticciere riminese Roberto Rinaldini Cake a porter, chiara indicazione che questo fenomeno si ispira alla moda. Addirittura nelle prossime settimane a Milano Malpensa ci sarà un festival con concorsi, laboratori e lezioni. Ma cos’è il cake design? Questa è la descrizione dell’associazione italiana che conta già oltre cento aderenti: «È l’arte di trasformare un prodotto di buon sapore in un prodotto dal buon gusto esteticamente sorprendente. Il Cake Designer trasforma il desiderio di un cliente in un progetto, lo elabora e lo realizza in base alle proprie capacità e professionalità selezionando i materiali più adatti alla struttura della torta, li compone e modella in base al soggetto richiesto con la stessa cura di uno scultore. Il Cake Design è una forma di espressione artistica, non solo artigianale». A quanto pare il gusto e la qualità non sono importanti: coloranti, ghiaccio, cioccolato plastico, polistirolo, legno sono gli ingredienti per far durare «l’opera artistica», non per soddisfare il palato. Non so se gli artisti e i grandi maestri pasticcieri italiani, apprezzati ovunque (si pensi a Biasetto, già campione del mondo con la torta Setteveli, Cappello, Massari, Zoia, Fabbri, Pepe, Massari, Fusto, Mannori eccetera), in grado di sfornare torte squisite e pure fascinose alla vista, si sentano loro colleghi, ma speriamo che la via italiana al cake design sappia, nel tempo, conciliare apparenza e sapore… Sine qua non.

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