Anche in questo anno che si apre, passati brindisi e cenoni, al centro dell’attenzione resterà il cibo. In un paese impoverito, e malgrado la contrazione della spesa alimentare già nella terza settimana di ogni mese, il cibo si conferma il principale salvagente dell’ottimismo. Il cibo, il suo impatto ambientale, la sua qualità per il nostro benessere e, ovviamente, l’arte di cucinarlo, diventano primari argomenti di conversazione e soggetti per programmi tv. Chiunque abbia provato a cucinare anche saltuariamente, quindi quasi tutti, ha sperimentato quanto sia importante il sostegno degli utensili nel processo di trasformazione da materia prima a piatto pronto per la tavola. Gli attrezzi da cucina rappresentano l’anello di congiunzione fra scienza della progettazione e scienza gastronomica e quindi parlarne adesso, nella ribadita centralità del cibo, è quasi inevitabile.

Anche perché è da poco uscito Design in cucina. Oggetti, riti, luoghi (di Valentina Auricchio. A cura di Aldo Colonetti e Alberto Capatti, Ottagono-Giunti editori, 224 pp., 39 euro), un libro strano che mette appunto insieme design, cultura gastronomica, sociologia. Il suo sapere “di crocevia” appare già nell’organizzazione dei capitoli, divisi in quelli dedicati ai “Luoghi” (Corpo, Casa, Lavoro, Città) e in quelli di un “Atlante degli oggetti”, divisi per funzione (Coltivare, Amalgamare, Cuocere, Servire, Mangiare, Conservare). E a proposito di funzioni, l’Atlante è definizione ingannevole: non offre una rappresentazione spaziale, geografica, ma una ricostruzione temporale, cronologica e potremmo dire evolutiva degli oggetti che popolano le nostre cucine. Anche se nuovo non è necessariamente sinonimo di più evoluto. Compaiono utensili che, perdendo di vista la relazione primaria con la funzione, denunciano la loro impotenza innovativa: invece di risolversi in miglioramento dell’uso, l’oggetto scade nell’involuzione di divagazioni ornamentali o ludiche. Il libro, iconografico, è un perfetto coffee table book da sfogliare con piacere. Ma rivela un secondo, ambizioso livello di lettura, fatti di spunti e di riferimenti adatti agli appassionati dei due mondi, il design e la cucina.