ASSIEME ALL’ALTRO MARCHIO DOMOPAK DOMINA IL MERCATO DEGLI ACCESSORI PER LA CUCINA. FA CAPO ALLA COMITAL CHE, RIPORTATI IN ORDINE IN CONTI, TORNA ORA A INVESTIRE LANCIANDO NUOVI PRODOTTI E PUNTANDO SULL’INNOVAZIONE

Christian Benna

Torino C omital riparte più snella e robusta. E si regala pure un abito firmato Giugiaro. Si chiama infatti “Ultraforza” la nuova gamma di contenitori di alluminio Cuki, uno dei due brand storici del gruppo piemontese con Domopak, sviluppati da Giugiaro Design. Il nuovo prodotto, una vaschetta resa più resistente da una innovativa geometria strutturale e di design senza essere appesantita da maggiori volumi di alluminio, sembra essere un po’ la cifra del nuovo corso dell’impresa, che ha sede e stabilimenti di laminazione a Volpiano, in provincia di Torino e in Svezia e, per i prodotti e packaging a Frosinone e Pontinia (Latina). «Negli ultimi tre anni abbiamo realizzato significative dismissioni di attività non strategiche al fine di rispettare i piani di rimborso del debito. E tutta la ulteriore liquidità che siamo riusciti a generare dal business è stata investita in impianti, sicurezza e prevenzione, innovazione di processo e di prodotto». A dirlo è Corrado Ariaudo, presidente e ammini-stratore delegato del gruppo Comital, riferendosi alle cessioni di attività non più core business come Tonkita, azienda dedicata agli strumenti di pulizia, come Ariflex, società attiva negli imballaggi flessibili in alluminio, uno stabilimento di laminazione dismesso (a Nembro presso Bergamo) e altri immobili non strumentali all’attività. Altre trattative finalizzate alla cessione sono anche in corso su FTS, azienda che produce tessuti tecnici in fibre speciali,

appena trasferita nel comprensorio di Volpiano, da San Maurizio Canavese, per razionalizzarne i costi di funzionamento. Il salvataggio di Comital entra quindi nella sua seconda fase di sviluppo, fondato e focalizzato su prospettive di crescita nel packaging alimentare. Comital è un gruppo industriale storico, costituito negli anni Sessanta da Cornelio Valetto, ma dieci anni fa è entrato nel vortice di una crisi finanziaria con un livello di debiti difficilmente sostenibile. Nel 2006 il gruppo è entrato nell’orbita del fondo MC di Carlo De Benedetti e nel 2009 Corrado Ariaudo, ex direttore generale Olivetti e all’epoca amministratore delegato di MC, è diventato imprenditore acquisendo oltre il 90% delle azioni di Comital SpA per 4 milioni di euro. Attualmente le società del gruppo che, con 570 addetti, realizzano quasi 300 milioni di fatturato (di cui il 40% all’estero) sono: Cuki Cofresco, specializzata nella produzione e nella vendita di prodotti per la cucina e per la casa, fogli di alluminio e film plastici, contenitori e imballaggi alimentari, e la capogruppo Comital e Comital Skultuna, che realizzano la laminazione dei fogli di alluminio destinati a diverse applicazioni industriali. «Nel 2009 abbiamo concordato con l’ampio novero di banche creditrici principalmente con il supporto di UniCredit, Intesa SanPaolo, Banco Popolare e MontePaschi un difficile piano industriale e la ristrutturazione e il riscadenzamento del debito sino al 2019. Dalla fine del 2009 l’indebitamento finanziario è stato ridotto da 140 agli attuali 115 milioni. E quest’anno nessuna delle società del gruppo presenterà risultati operativi in perdita. Anzi l’Ebit consolidato potrebbe avvicinarsi al 6% del fatturato, con un fatturato per addetto che nel 2012 supererà il mezzo milione di euro, in aumento di oltre il 50% rispetto all’esercizio 2009». Con le dismissioni di rami di business e di immobili non strumentali per un valore di 15 milioni di euro nell’ultimo triennio, unite alle operazioni di ristrutturazione, che hanno determinato (anche tramite cessioni di aziende) il dimezzamento della forza lavoro e il ridimensionamento dei costi operativi, Comital è riuscita a rispettare il piano definito con le banche e anche investire in sviluppo. «Negli ultimi 3 anni abbiamo investito 20 milioni di euro in innovazione di prodotto, impianti e processi produttivi, con una particolare attenzione per la sicurezza e l’ambiente», spiega Ariaudo. Nel largo consumo i marchi Cuki e Domopak, nel mercato della conservazione preparazione e cottura dei cibi, per alcune categorie di prodotto, superano quote di mercato del 35-40%. In catalogo ci sono rotoli in alluminio, pellicola, cartaforno, vaschette in alluminio, plastica e cartoncino e sacchetti per la congelazione e la cottura. «Intendiamo incrementare la nostra leadership anche con nuove proposte di design e di reingegnerizzazione, in un mercato che negli anni si è poco evoluto e appiattito su un’offerta di vaschette che da tempo sono sostanzialmente le stesse». Quindi via libera alla ricerca e sviluppo per proporre sul mercato contenitori alimentari con ingombri ridotti, in materiali riciclabili (anche al 100% come l’alluminio) e in grado di assicurare i più stringenti standard qualitativi per la protezione del cibo, anche finalizzati a contribuire alla riduzione degli sprechi alimentari. E ancora, l’azienda sviluppa referenze con materie prime riciclate e riciclabili, come la linea di sacchi nettezza Domopak Spazzy, composti fino all’80% di plastica proveniente dalla raccolta differenziata domestica. Cuki Cofresco è anche mercato professional, con un’offerta di contenitori e packaging che vale 60 milioni di fatturato, di cui il 30% esportato all’estero, destinata all’industria alimentare, alla ristorazione collettiva e all’autoconsumo della grande distribuzione. Nel disegno, Corrado Ariaudo, presidente e amministratore delegato del gruppo Comital visto da Massimo Jatosti A destra, uno stabilimento del gruppo