Battuti all’asta trenta pezzi di design a Milano per le persone colpite dal sisma in Emila. Ma la crisi ha fatto raccogliere meno del previsto

(Il Ghirlandaio) Roma, 26 nov. Trenta pezzi di design, trenta affari fatti all’asta che si è tenuta sabato 24 novembre presso lo spazio Valcucine a Brera, nel cuore di Milano. Con una base d’asta di soli 50 euro sono stati venduti pezzi unici, schizzi, prototipi e opere finite a prezzi fino a dieci volte inferiori al loro valore di mercato. Il tutto per un’ottima causa, poiché il ricavato sarà devoluto interamente al fondo promosso dall’Associazione servizi per il volontariato Modena, a sostegno delle zone colpite dal sisma in Emilia. 

A partecipare all’iniziativa sono stati designer, architetti e artisti del calibro di Denis Santachiara, Kengo Kuma, Alessandro Mendini, King Miranda e  James Irvine, oltre che aziende come Valsecchi 1918, Davide Groppi, Pierluigi Ganda e la stessa Valcucine. Ed è stato proprio un lungo tavolo di legno, pezzo unico, di Valcucine l’oggetto più pagato, cioè 1.600 euro. Con 300 euro, invece, qualcuno si è portato a casa una culla di Michele e Paola Baldassarri, un prototipo creato in occasione della nascita della figlia nel 1989. E ancora, si sono spesi 330 euro per una bicicletta di Matteo Cibic, 220 euro per l’asse da bagno realizzata nel 1981 da Gae Aulenti, scomparsa di recente, 240 euro per un quadro dell’architetto giapponese Kengo Kuma e 140 per uno di James Irvine.

La difficile situazione economica, è chiaro, si è riflessa sulle decisioni dei potenziali acquirenti, tra cui molte famiglie e giovani coppie, attirate dalla possibilità di arredare una casa nuova con un pezzo di alto design. Eppure, nonostante l’importanza delle opere, il ricavato totale si è fermato intorno ai settemila euro. “Certo, la crisi c’è e si sente” ha detto al Ghirlandaio Erika Sartori, project manager di Valcucine. “Ma possiamo senz’altro dire che siamo riusciti a raccogliere una cifra che significa molto per le persone colpite dal sisma”. E adesso è già ora di guardare avanti, nel gruppo Valcucine: al prossimo progetto sociale.