Qualche anno fa, durante un corso di guida sicura, dopo aver
perso educatamente la pazienza per gli esagerati riguardi che usavo
al pedale del freno, un istruttore mi chiede: «Secondo te qual è il
più grande passo avanti compiuto dalle automobili dagli anni
Sessanta a oggi?».

E io prontamente, da ignorante: «Le prestazioni».

«No», risponde l’ex pilota: «La sicurezza».

Prendiamo e portiamo a casa. Ma c’è almeno un altro aspetto degno
di nota della storia recente delle automobili che in
quell’occasione, esattamente fra la fine del rettilineo della
pista di Misano e la seguente curva a 90 gradi,
non potevo approfondire con l’istruttore: l’evoluzione del
design.

Oggi si potrebbe riprendere il tema grazie a “Car design –
Genesi ed evoluzione del design automobilistico”
, un
volumetto appena uscito da Editrice Compositori
(Bologna, 192 pagine, 15,00 euro) di Enrico Leonardo
Fagone
.

Il libro l’abbiamo ricevuto oggi perciò non pretendiamo di
offrirvene una recensione (servono, poi, le recensioni?). Però il
suo menu sembra intrigante e vogliamo segnalarvi che esiste.

Fagone è un architetto, fondatore e direttore delle riviste
“Car design” e “Moto design”, uno
che, secondo il risvolto di copertina, di cose ne ha fatte tante e
diverse nel campo del design.

Ha strutturato il suo libro in modo da dedicare una cospicua parte
iniziale all’evoluzione del car design dagli anni Sessanta
all’inizio del 2000, con un occhio di riguardo per la “tradizione
italiana”. In questa prima metà e oltre del volume, un capitolo
intero è dedicato a “Tre progetti, tre miti”, ovvero la
Volkswagen Beetle, la Fiat 500 e
la Mini (dall’Austin alla Bmw).

Saldato il debito con la tradizione, Fagoni affronta gli
orientamenti attuali, illustrandoli con una selezione di prototipi
(ovviamente iconografica), e conclude il suo lavoro con alcune
testimonianze dei protagonisti del car design contemporaneo, da
Chris Bangle a Giorgetto
Giugiaro
, che dice: «Se prendiamo un oggetto (…),
facilmente ci accorgiamo che alla base vi è un desiderio».