Al via la sfida di Rinascimento Italiano, il nuovo movimento politico che dà voce a milioni di italiani di talento che credono nel futuro. Una federazione di esperienze, cui possono aderire persone o associazioni, che si ritrovano nei principi fondamentali, in primo luogo il Merito.

Rinascimento Italiano nasce dall’esperienza del Forum della Meritocrazia, ideato e fondato da Arturo Artom, ingegnere “padre” delle libere telecomunicazioni. In pochi mesi di durissimo ed entusiasmante lavoro il Forum è riuscito ad aggregare migliaia tra giovani e meno giovani che hanno voluto partecipare alle varie iniziative per testimoniare il proprio talento e voglia di fare. Il Forum, la più importante novità culturale del 2012, ha unito associazioni di ambienti diversissimi e persone di estrazione ideologica, sociale e professionale assai eterogenea ma unite dal comune desiderio di un’Italia finalmente meritocratica e quindi sana.

“L’esperienza del Forum – afferma Arturo Artom, presidente di Rinascimento Italiano – mi ha convinto a creare il luogo e lo strumento per aiutare l’Italia a “rinascere”, rendendo disponibile al Paese  questa incredibile ed eccezionale risorsa inespressa in politica: gli italiani competenti”.

La parola d’ordine è partecipazione.  Il metodo è conoscere il talento di ogni persona, facendo emergere le persone che invieranno il proprio curriculum per poi amministrare e governare con chi si mette a disposizione della propria comunità con spirito di servizio, secondo una divisione dei compiti basata su competenze, onestà e merito.

Coordinatore nazionale del movimento è Fabio Dadati, manager e amministratore locale, già socio fondatore e direttore organizzativo del Forum della Meritocrazia, da sempre impegnato nel sociale e nella politica attiva, stimato da tutti per serietà, onestà e passione.

“Abbiamo l’obiettivo – spiega Dadati – di individuare tra i curricula che raccoglieremo 8000 “Ambasciatori del Rinascimento”, uno per ogni comune Italia: positivo ed entusiasta, profondo conoscitore della propria comunità, deve essere creativo e determinato, con esperienza professionale e sociale. Tra questi verranno poi scelti i candidati per le liste delle politiche del 2013″.

Rinascimento Italiano vuole essere un nuovo modo di fare politica, una rivoluzione che premia le idee, il talento, il merito e che scardina i metodi della “vecchia politica”, ancora basati per lo più sulla cooptazione di persone in base a legami di conoscenza, o appartenenza ad élite culturali, economiche o sociali.

Per conoscere il manifesto del movimento, inviare la propria candidatura e  diventare “Ambasciatore di Rinascimento” www.rinascimentoitaliano.org

 

ECCO I DIECI PUNTI DEL MANIFESTO

 

1) Idee Chiare per un Futuro Migliore

Ogni uomo di buona volontà è disponibile a fare sacrifici per la propria comunità, ma solo se comprende che questi servono per realizzare una futuro migliore, se sono frutto di un cammino che porti ad un traguardo e se chi guida la carovana sa dove andare.

La strada per superare la grande crisi è mostrare e condividere con gli italiani un nuovo modello socio-economico e politico, un orizzonte possibile.

2) Italia paradiso fiscale del Lavoro

Questa è la proposta che può cambiare per sempre il volto economico del Paese.

Proponiamo un patto generazionale con l’obiettivo di offrire vere opportunità di lavoro ai giovani, uno scambio tra Stato Patrimoniale e Conto Economico: forte abbattimento del peso fiscale sui redditi da lavoro e ulteriore aumento di quello sulle rendite finanziare. Infatti, è paradossale che in Italia sia molto più conveniente arrivare dall’estero come ricco pensionato e godere al sole dei propri risparmi con una tassazione del 20%, mentre sia assai più oneroso produrre ricchezza col proprio lavoro ed essere tassati quasi al 50%.

Proposta: aliquota Irpef unica e capital gain al 25% (con redditi bassi esenti per il primo caso) sostenuto da una “patrimoniale di scopo” che permetta di superare il periodo di transizione tra sistema attuale e nuovo. (E’ ipotizzabile che già in un paio d’anni, come tutti gli studi macro-economici dimostrano, il gettito da redditi da lavoro tornerà ai livelli pre-taglio per poi superarli negli anni successivi per l’effetto della drastica riduzione dell’evasione fiscale e del lavoro nero).

Riteniamo, infatti, che come oggi un’aliquota unica sul capital gain valga sia per il pensionato che vende alcuni Buoni del Tesoro, che per il grande capitalista che vende azioni per centinaia di milioni di euro, così la progressività del prelievo sui redditi da lavoro sia un concetto del secolo scorso.

Consideriamo, inoltre, che in Italia, come noto a tutti, il vero e unico problema sia quello dell’evasione fiscale.

Viene così tolta ogni possibile scusa e alibi all’evasore che a quel punto sarà perseguito con una durezza e spietatezza massima.

 
3) La Rivoluzione pacifica italiana parte dalla Persona

E’ ormai improrogabile una rivoluzione dei costumi e delle prassi; la rivoluzione del modello di Stato e burocratico.

E’ necessario un rivoluzionario nuovo patto tra Stato e Cittadini, un nuovo momento costituente.

Servono persone nuove, bisogna dare spazio a chi ha talento ed è stato compresso fino ad ora dai baroni innamovibili e dalle loro corti. A chi ha sempre rifiutato anche solo di avvicinarsi a questi mondi.

Vale per la politica, vale per le associazioni, vale per tuttta la rappresentatività.

Il nostro modello parte dai fondamenti del Rinascimento Italiano nella “convinzione che gli uomini sono responsabili della propria sorte e che la virtù sia insita dell’uomo e debba essere realizzata attraverso l’operosità, la volontà e la ragione”.

4) Dalla parte di chi produce ricchezza e non vive di rendita

Rinascimento Italiano favorisce chi crea ricchezza attraverso il lavoro e non attraverso la pura rendita, nel rispetto degli altri, senza cercare scorciatoie al di fuori delle regole.

5) Oltre le ideologie del ’900, entriamo nel Nuovo Mondo

Rinascimento Italiano è un movimento che lascia le ideologie del ‘900 alla cronaca storica e parte dall’osservazione della realtà per guardare al futuro basandosi su alcuni punti fermi da cui sviluppa in modo aperto e condiviso il proprio progetto:

    la persona,
    il merito,
    la responsabilità,
    la solidarietà,
    le regole.


6) La Rivoluzione dei Giovani di Spirito

Per farlo servono persone nuove, giovani di spirito che pensano al futuro senza curarsi della temporalità della vita.

I nostri “giovani talenti” sono naturalmente portati a cercare di fare di più e meglio, a cambiare, a mettersi in discussione, a rischiare, ad essere ottimisti, a sognare. Far partecipare questi “giovani” alla vita del Paese significa avere una marcia in più.


7) La Rivoluzione del Merito

Rinascimento Italiano parte dall’esperienza del “Forum della Meritocrazia” e per questo mette al centro il tema del Merito, il grande equivoco italiano: per decenni messo all’indice come negazione dell’uguaglianza, è lo strumento che permette alle persone di conquistare un futuro migliore in una società giusta.

    Il Merito vale per le persone, per le organizzazioni sociali, politiche, economiche.
    Il Merito permette di avere le persone adatte a fare un lavoro perché risponde al proprio talento.
    Il Merito porta efficienza alla pubblica amministrazione, ai corpi intermedi, alle aziende.

Merito significa anche solidarietà: la società meritocratica che vogliamo non ha intenzione di abbandonare nessuno, chi merita ha maggiori responsabilità e maggiori doveri, tra cui quello di pensare a chi ha meno talento o è stato più sfortunato.

Premiare il Merito significa iniziare la strada del Rinascimento Italiano.

Serve un Governo meritocratico, allo stesso tempo competente e politico che abbia strumenti e organizzazione per condividere con i cittadini e le comunità le proprie scelte.

Uno Stato meritocratico che garantisca uguaglianza di diritti, doveri e di opportunità per ogni cittadino senza alcun pregiudizio, che garantisca, altresì, cura della salute, istruzione, mobilità secondo regole certe riconosciute come giuste dagli italiani. Uno Stato più Leggero, Semplice, Efficiente, con meno tasse e meno evasione, amico dell’imprenditorialità, dell’innovazione, della ricerca.

8) Ridurre il debito razionalizzando la Pubblica Amministrazione

Se gli italiani affrontano nuovi sacrifici con il patto generazionale per abbattere le tasse, lo Stato si deve impegnare a ridurre in misura determinante la spesa e il debito pubblico.

Per applicare un’aliquota del 25% del prelievo fiscale sui redditi da lavoro è necessario rivedere la forma dello Stato: costa troppo, fornisce servizi spesso inadeguati, impedisce lo sviluppo economico.Sosteniamo la necessità di procedere in modo ancora più duro con razionalizzazione e tagli alla pubblica amministrazione, riducendo Istituzioni, Enti, Società. Non è sufficiente l’intervento a carico delle Province, bisogna rivedere anche Comuni e Regioni.

Crediamo che sia inderogabile attuare la cessione del patrimonio immobiliare pubblico non strategico.

9) Sconfiggere corruzione e inefficienza

E così arriviamo ad uno dei temi più complessi e controversi da affrontare per la rinascita dell’Italia, riguarda la Pubblica Amministrazione: come vincere corruzione e inefficienza?

Ci hanno provato in tanti ed in modi diversi, noi crediamo che ci si debba concentrare su due strumenti: uno di controllo e uno di gestione della risorse umane.

Il primo riguarda la realizzazione di un’Applicazione web di commento e giudizio per gli uffici e le Istituzioni pubbliche, una sorta di “Trip Advisor“ della P.A. dove sia possibile indicare on line in misura del tutto libera il proprio giudizio in merito al servizio ricevuto.

Il secondo, sulla revisione dei criteri di assunzione, quindi dei concorsi pubblici e l’applicazione della rotazione per funzionari e dirigenti in modo che non si creino posizioni di piccolo o grande potere che offrano occasioni di vessazione o corruzione.

10) L’Europa per superare la crisi degli Stati nazionali

Rinascimento Italiano ha ben chiaro che la vita nel nostro tempo è fatta di esigenze locali e di dinamiche internazionali, globali e per questo non si limita a guarda all’interno dei confini nazionali, convinto che in un mondo che si è ristretto gli Stati tradizionali non riescono più ad essere efficaci, la soluzione è un’Europa unica, politica ed economica.