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na collezione di progetti firmati da pezzi grossi dell’architettura, completi di istruzioni e pronti per essere scaricati e ricostruiti a casa. Il direttore creativo di Muji, Kenya Hara, con il supporto dell’incubatore Imprint Venture Lab, ha lanciato Architecture for Dogs. Ovvero: cucce per cani, disegnate non da gente a caso ma da personaggi come Kazuyo Sejima, Toyo Ito, Konstantin Grcic, Shigeru Ban, MVRDV e così via. Proprio così: sembra un’idea bizzarra ma è più seria di quel che sembra.

Yugo Nakamura, web-designer che ha realizzato – tra gli altri – i siti di Uniqlo, Design and the Elastic Mind del MoMA e Louis Vuitton, ha ideato una piattaforma interattiva dalla grafica brillante, completa di video e spiegazioni di facile comprensione che permettono a chiunque di riprodurre i progetti a casa propria. L’iniziativa sarà lanciata ufficialmente in occasione di Design Miami/ 2012 dove dal 5 al 9 dicembre si terrà una mostra (180 NE 39th Street, Unit 112 in Miami, FL) allo scopo di promuovere il concept. Un’iniziativa così speciale non poteva che avere un risalto planetario che di certo la fiera d’arte saprà garantirle.

E non solo perché nobilita un tema che è in genere trascurato ma perché offre una panoramica completa degli approcci progettuali degli architetti coinvolti. Queste micro case diventano piccoli capolavori in grado di evidenziare gli stili dei diversi designer. E se è vero che i cani finiscono irrimediabilmente per assomigliare ai loro padroni (o viceversa), Architecture for dogs offre una divertente chiave di lettura per guardare al mondo del progetto e ai suoi protagonisti, attraverso associazioni più o meno esplicite.

Kazuyo Sejima disegna una cuccia per un bichon frisé bianco, che riprendendo il caratteristico pelo, crea una nuvola candida e leggera, nella quale il cane può nascondersi. Inconfondibile il tocco di Shigeru Ban che disegna una sorta di labirinto con i tubi di cartone, che più volte abbiamo visto nei suoi allestimenti. I giapponesi Torafu Architects si ispirano alle capacità olfattive del Jack Russell Terrier e realizzano una struttura a dondolo nella quale infilare una t-shirt del padrone in modo che il cane ne riconosca l’odore. Ateliew Bow Wow studia una seduta-scivolo sovrapponibile in grado di mettere un bassotto allo stesso livello di un essere umano. Konstantin Grcicindaga la capacità degli animali di riconoscersi allo specchio e crea una sorta di vanitosa toeletta per barboncini, razza che a quanto pare riesce più di ogni altra a comprendere la propria immagine riflessa.

Uno stravagante esperimento di architettura canina? Non solo. Mischiando le potenzialità interattive della rete, il do-it-yourself d’autore e i tradizionali canali culturali, il progetto vuole anche proporre un innovativo modello commerciale. Facendo leva sulla community online, la prima fase ha inizio con il lancio del sito di Nakamura, che invita a ricostruire le cucce e caricare la propria versione postando le foto online. Ad aprile dell’anno prossimo saranno poi introdotte versioni flat-pack di ogni progetto della collezione, pronte per essere spedite e assemblate. L’esperienza, tra social network e Miami, sarà infine raccontata in un libro e avrà il suo culmine nell’esposizione finale che si terrà a ottobre 2013 alla Toto Gallery di Tokyo.

LINK:
www.architecturefordogs.com

di Paola Menaldo. Foto di Hiroshi Yoda

27 novembre 2012