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Stilista e viaggiatore. Così si definisce Alviero Martini, il creatore della famosa linea di pelletteria e abbigliamento «Prima Classe», caratterizzata dall’inconfondibile motivo delle cartine geografiche colorate. Fresco autore del libro «Un sogno. Il mondo in valigia», lo stilista, cuneese di nascita, ha tenuto una bella conversazione a palazzo Martinengo, invitato dalla Fondazione Provincia di Brescia in concomitanza con la mostra Giovane Arte Contemporanea «Misure d’infinito», dove è stato affiancato dal curatore Paolo Bolpagni, da Enzo Rojatti e Salvo Nugnes. Alviero Martini nasce in una famiglia contadina, ma con dentro fin dai teneri anni un’energia incontenibile e il desiderio di uscire dalla vita di provincia. Per tornarci, però, come farà più avanti, riportando il know-how appreso dalle vetrine di Londra e Parigi.
«Avevo una grande volontà di conoscere il mondo – ha raccontato in una sala affollata di giovani -. Ho fatto tanti mestieri diversi e, con una buona dose di sfacciataggine, mi sono sempre messo in gioco». L’intuizione arriva quando Martini, durante un viaggio a Mosca, s’invaghisce di una sbiadita carta geografica, che riesce a portare via nonostante la riottosità delle commesse e del direttore del negozio (con tanto d’intervento di agenti del Kgb, che la passano alla lente di ingrandimento prima del benestare).
Tornato a casa, la stende su un tavolo, gli cade una vecchia valigiadi cartone, quasi ad «incontrarsi» con la mappa, e il gioco è fatto. Siamo intorno al 1990: inizia la produzione della prima linea di valigeria ed è il trionfo. Alviero Martini parla di tutto questo con grande semplicità: «Essere sempre se stessi è la regola per entrare in comunicazione con gli altri ed esprimere talenti ed emozioni».

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